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Testimonianze


Testimonianza di Giosuè Zenoni

Al mio primo incontro con l'appena sedicenne Davide Rebellin non serviva certo un particolare fiuto per capire che il ragazzo possedeva una caratura atletica al di fuori del comune.
I risultati già ottenuti erano eloquenti, ma le sole vittorie nelle categorie giovanili non bastavano per guadagnarsi stabilmente la maglia azzurra fino a divenire l'elemento di punta delle mie squadre del successivo quinquennio. Questo perché nell'assegnazione delle maglie azzurre sempre ha contato il mio giudizio sull'uomo oltre che sull'atleta. La lunga e ininterrotta militanza di Davide in azzurro, segnata da risultati di valore assoluto, dice tutto della mia considerazione per lui.
'L'atleta che qualsiasi tecnico, di qualsiasi disciplina, desidera avere: un ragazzo tranquillo, educato, ambizioso, dotato, con l'orgoglio di chi vuole migliorarsi e affermarsi. Uno che capisce al volo e che lavora sodo': questo ha riportato un giornalista che qualche anno fa mi aveva chiesto un profilo di Davide.
Successivamente ho ritrovato Davide per una stagione tra i professionisti e l'ho poi affiancato ancora fino alla stagione 2004, quella che senza dubbio è stata la più bella di tutte.

Giosuè Zenoni: Già Commissario Tecnico della Nazionale juniores e dilettanti strada e Direttore Sportivo di Squadre Professionistiche.

Testimonianza di Giovanni Scaramuzzino GIORNALISTA RAI

La grinta, la determinazione, la volontà di esserci, di partecipare, di arrivare e magari anche di vincere non sempre sono scritte in faccia e di certo non si leggono solo nell’espressione esteriore del protagonista.
Per Davide Rebellin, almeno, non funziona così. Non è perciò un caso che sia giunto a battere ogni record di presenze tra i professionisti: un primato di longevità agonistica… una vittoria per distacco questa, dopo una fuga cominciata da lontano quando il traguardo era solo un’ipotesi.
Tra alti e bassi, cadute e risalite, Davide e la sua bicicletta hanno rappresentato un punto fermo nel ciclismo degli ultimi trent’anni. A cavallo del suo mezzo meccanico, le ha viste tutte o quasi. Ha iniziato che c’erano ancora i pedali con i puntapiedi e i laccetti sulle scarpe. Per non parlare dell’evoluzione meccanica, e perfino elettronica, del cambio. Nel frattempo però cambiava secolo e anche millennio. Il getto d’acqua della borraccia porta via il sudore dal volto, ma non i ricordi, belli o brutti che siano. Molto fa ormai parte del passato, ma lui no. Per scoprire il perché, credo che si debba inquadrare l’uomo più che il corridore.
La mia impressione è che per lui sia stato sempre più difficile trovare le parole giuste per raccontarsi, per spiegarsi e per spiegare…. piuttosto che raggiungere la condizione ottimale per affrontare gli sforzi di una gara di duecento chilometri e oltre.
Nel ciclismo, sport individuale per eccellenza, forse Davide è ancor più un solitario, ma mai un egocentrico: anzi, il suo sguardo si è sempre allargato fino a comprendere le persone meno fortunate di lui. L’ho conosciuto mentre - dopo essere sceso dal podio - regalava i fiori a un ragazzo diversamente abile. Col tempo poi, ha generosamente donato anche parecchi consigli sulla preparazione e sulla condotta in corsa a colleghi che tranquillamente potrebbero essere suoi figli. Dopo molti anni e dopo tante, tantissime pedalate, è sicuramente cambiato il ciclismo, ma non quello che definirei l’“entusiasmo silenzioso” del signor Rebellin. Una passione non ostentata, ma comunque coltivata profondamente, che spesso viene a galla fondendosi in un sorriso appena accennato.

Testimonianza di Niccolò Bonifazio

Ero dilettante, avevo vinto la mia prima corsa, abito sulla cima di capo Berta e spesso mi alleno in zona Sanremo Ventimiglia.
Era un martedì, cioè la mia prima uscita dopo aver vinto, e pensavo di aver raggiunto un ottimo livello.
Mi trovavo verso Bordighera, e Davide sbuca da una rotonda, allora iniziai a seguirlo.
Dopo qualche minuto, gli chiedo " posso stare a ruota? Ti do mica fastidio? " sapevo che a certi professionisti mentre si allenano gli puó dare fastidio un corridore a ruota ma Davide mi risponse : nono tranquillo, ora inizio il medio".
Prendiamo al salita di seborga, mi sentivo bene, dopo 5 minuti che lui inizió il suo lavoro specifico, iniziai a faticare moltissimo.
Il medio e la frequenza di pedalata dove il tuo corpo accumula acido lattico ma riesce ancora a smaltirlo, Davide stava facendo questo lavoro ed io provavo a seguirlo.
Arrivati circa a metà salita iniziai a non sentire più le gambe, e mi staccai in pieno affanno, e pensai " io ero fuori soglia e lui era al medio? Quanto si va forte nei professionisti ? Se non accumulava acido vuol dire che era a metà gas, come faccio ad andare così forte?" Mi Sentivo una nullità.

Dopo essermi staccato sono salito piano fino alla cima della salita, Davide era li che mi aspettava senza conoscermi, e mi domandó di prendere un caffè, io non ero solito a fermarmi al bar,la mia timidezza in certi Casi mi limita molto, però accettai e scambiai due parole con lui e da quel momento iniziammo a conoscerci meglio. Dopo che vinsi ancora qualche corsa tra i dilettanti mi scrisse un messaggio di complimenti, ed io ero felicissimo.
Dopo un anno circa fui catapultato nei professionisti, e ci ritrovammo nella stessa categoria, con ben 22 anni di differenza, ero migliorato molto mi allenavo con metodo e facevo una rigida dieta, ci allenavamo insieme anche d'inverno, quando volevo fare fatica bastava che chiamassi Davide e iniziassi dalla sera prima a punzecchiarlo con qualche messaggio intimidatorio tipo " ciao Davide come stai? Mangiato bene? Sei bello riposato? Perché domani se ti incontro ti attacco" così l'allenamento veniva tutto più divertente.
Ricordo una salita fatta forte, padre Semeria da Sanremo, Oliviero mio compagno di allenamento mi disse "Niccolo attacchiamo Davide" io risposi "nono tranquillo meglio di no" ma alla fine accettai...
prendemmo la salita davvero forte e la finimmo ancora più forte ! In cima alla salita il mio cardio segnava oltre 205 battiti al minuto, davide era ancora a ruota, non si staccò ma mi disse " stavolta mi hai fatto fare fatica "e facemmo il record di scalata, ed io pensai dentro di me " questo è davvero una macchina da guerra".
Poco dopo c'era il trittico lombardo, una delle prove era la coppa Agostini, vinta da me l'anno prima, stavo molto bene e pensavo alla vittoria anche se era molto improbabile perché il percorso era cambiato, avevano aggiunto 3 giri con 3 salite e veniva un bel dislivello per le mie caratteristiche.
Durante la corsa mi sentivo bene, L ultimo giro l'astana con Nibali decide di prendere forte la salita, io cerco di difendermi e spingo al massimo delle mie possibilità, ma i primi 3 vanno, sono Vincenzo nibali, Michele scarponi e Davide Rebellin. Sciollinano con più di un minuto di vantaggio, hanno fatto la salita tutta di un fiato,ricordo che quando spingevo poco andavo intorno a 400 watt.
Rimango attaccato, gruppetto di 25 all'inseguimento di 3, il vantaggio diminuisce sempre più e la volata è imminente.
Mancano 300 Metri e Nibali e Rebellin hanno 100 metri di vantaggio, mentre scarponi si è arreso, parte lo sprint da dietro, volata lanciatissima, spingo al mio massimo fino all'arrivo, alzo la testa ed evito Vincenzo, e successivamente anche davide, e in quel momento penso dentro di me, ecco il vecchietto che a 45 anni ci ha messo tutti in riga e anche oggi, tirando fuori un coniglio dal cappello.
Sono onorato di poter aver corso con lui, e averlo visto in piena azione, sempre in piedi sui pedali la sua più bella caratteristica.
Questo è davide uno che non molla mai, uno che di motivazione ne ha da vendere, uno che quando vede tutto nero riesce a vedere un puntino bianco, uno con un umiltà incredibile è una classe immensa, uno che la parola sacrifico la conosce bene, uno che non sgarra mai....una persona presa come esempio da me.
Mi piacerebbe essere come lui, ma in certi casi la forza mentale conta più della forza fisica. A presto !
Queste sono un pò delle mie esperienze personali vissute con lui, sono sicuro che a breve sul suo sito ne potrete trovare tantissime.
Davide Rebellin.

Testimonianza di Gianni Tebaldo

Davide ha fatto parte della nostra squadra ciclistica RIBOLI-ora-CONTRI AUTOZAI della quale ero presidente, negli anni 1988/89, pur frequentando il nostro gruppo già dal 1987 partecipando al ritiro a Palma di Maiorca. con noi correva anche il fratello Simone.
Tutti i ragazzi sono sempre stati considerati della famiglia. Un clima sereno anche se la fatica era costante...Davide si è sempre dimostrato umile e generoso, pronto alla fatica e alle sfide, gentile con tutti ma molto determinato e convinto delle proprie idee. Un esempio per tutti!
Con lui abbiamo raggiunto il massimo a livello sportivo con il campionato italiano crono individuale a Broni e il campionato mondiale crono squadre a Mosca nel 1989; oltre a tante gare a tappe con la nazionale italiana e tantissime altre vittorie.
Un ricordo piacevole...a Palma durante un allenamento assieme ai dilettanti dell'Opel Vighini, caratterizzato da un forte vento, gli juniores si erano staccati dal ventaglio impostato dai dilettanti. Davide è stato l'unico a resistere e Eros Poli già campione mondiale crono, che faceva parte del gruppo, si rivolse a Davide dicendo "bocia, sito ancora qua con noialtri?!!!" meravigliandosi della tenacia del giovane ancora allievo...
Davide ha condiviso con noi parte del percorso della vita, non solo a livello ciclistico ma anche personale, fatto di vicende gioiose e tristi da entrambe le parti. Grande amico e confidente della nostra cara Beatrice*! Condividevano le soddisfazioni e i problemi di quell'età...erano entrambi ammiratori di Eros Ramazzotti (del quale conserviamo ancora le sue raccolte e tanti ricordi) Ad ogni partenza e ritorno da gare ciclistiche anche all'estero, Davide telefonava o veniva personalmente a salutare Beatrice. Conserviamo ancora foto con dedica e una bambolina di carta portata come ricordo dal Giappone.
È con immenso piacere che ancora oggi riceviamo da Davide telefonate, visite e informazioni sulla sua vita professionale e privata.
Forza ragazzo!!!
Dopo tantissime estenuante battaglie hai finalmente accanto una donna fantastica che gratifica tutte le tue fatiche!
Vi auguriamo tutto il bene possibile nel presente e nel futuro.

Un forte abbraccio
Luigina e Gianni Tebaldo
* Beatrice è la figlia di Gianni e Luigina. Era affetta da una malattia che l'ha portata via all' adolescenza.